Hits

Black.White. – Fox TV – USA

Internet supera la TV in UK

Volver di Pedro Almodovar

Rolling Stones censurati in China

Michelangelo Drawings: closer to the master, British Museum – Londra


Hots

Primo Salone del Libro da Viaggio, Catania
Si è svolta a Catania, nell’ originale spazio delle Ciminiere, la manifestazione Grand Tour, primo Salone del Libro di Viaggio. In questa occasione la Sicilia, da sempre crocevia economico e culturale, centro nevralgico di viaggi e scambi all’interno del Mediterraneo, è diventata protagonista anche del mondo dell’editoria. Per tre giorni, infatti, nella città si sono susseguiti convegni, tavole rotonde, salotti letterari e mostre che hanno visto il coinvolgimento di enti autorevoli come Università, Associazione Siciliana Editori, Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Regione, Assessorato al Turismo ma anche di una settantina di piccoli e avventurosi editori che hanno potuto, in alcuni casi per la prima volta, esporre i loro titoli.

Sandi Thom
Sandi Thom suona e canta per un’audience di migliaia di persone, trasmettendo via internet dal suo appartamento. Per molti cantanti agli esordi, raggiungere un vasto pubblico significa viaggiare in condizioni disagiate, suonando in piccoli locali per poche persone per volta. Ma la 24enne Sandi Thom ha scelto una strada alternativa. Ispirata dal successo che gli Arctic Monkeys hanno avuto attraverso la rete, Sandi ha allestito un piccolo set e una webcam nel suo appartamento nella zona sud di Londra. Settanta persone si sono collegate per assistere alla sua prima performance. Dopo due settimane è passata a 120 mila spettatori. Il 3 aprile ha firmato un contratto con la casa discografica RCA/SonyBMG.

Day for Night, Whitney Museum – New York / Exces – Images and bodies in time of excess, Arts centre Z33 – Hasselt – Belgio
In due esposizioni l’Arte racconta il lato oscuro, proprio e della società contemporanea, e testimonia la rappresentazione degli ‘eccessi’ del reale attraverso il filtro dei media.
Si tratta di Day for Night, la Biennale del Whitney Museum e della mostra Exces – Images and bodies in time of excess all’ Arts centre Z33 di Hasselt in Belgio. La Biennale del Whitney Museum per la prima volta apre agli artisti non americani e sceglie un tema -il titolo Day for Night si ispira al film di: Truffaut “La nuit américaine” (Effetto notte) – proponendosi di raccontare i conflitti e le contraddizioni della società contemporanea che l’attuale scena artistica internazionale riflette e rivela attraverso un vissuto oscuro: sia in termini di instabilità emotiva e rappresentativa, sia come ferma denuncia sociale e civile. Exces – Images and bodies in time of excess presenta opere d’arte, design e progetti multidisciplinari che esaminano il modo in cui i media influiscono sulla nostra esperienza quotidiana contemporanea: andando alla ricerca delle immagini dietro la realtà presentata, manifestando lo stato emotivo dentro tali visioni… e mettendo in scena l’influenza dell’eccesso rappresentativo nel mondo dell’arte (in particolare dall’11 settembre ad oggi).

Infinito Particular e Universo ao Meu Redor di Marisa Monte – Brasile
La cantante brasiliana Marisa Monte è tornata. Dopo sei anni di silenzio discografico, ha lanciato due album in contemporanea, Infinito Particular e Universo ao Meu Redor. In 18 anni di successi, Marisa Monte ha inciso solo sei album ma tutti di grande impatto. Le nuove uscite sono il risultato di due anni di riflessioni dopo l’esperienza della maternità. Mentre Infinito Particular si rivela pop e intimista, Universo ao Meu Redor raccoglie vecchi temi di samba che ancora sopravvivono come quelli di Dona Ivone Lara, Argemiro Patrocínio e Jayme Silva. Marisa mostra nel nuovo CD ciò che la musica brasiliana esprime al meglio: la capacità di rigenerarsi. Benché diversi tra loro, come gemelli eterozigoti, i due album raccontano la stessa storia in modi diversi. Marina si tuffa in vecchie composizioni con molti suoi vecchi partners quali Carlinhos Brown, Nando Reis, Adriana Calcanhoto, Pedro Baby, Seu Jorge e Philip Glass. Anche le copertine riflettono i contenuti: Universo ao Meu Redor è colorato, con un fiore sul fronte, mentre Infinito Particular è scarno ed essenziale.

American Express Red Card, Regno Unito
“Questa non è beneficenza ma un nuovo modo di fare business” è il claim che sta alla base del nuovo Red Movement lanciato di recente da American Express, che è membro fondatore della campagna, in base alla convinzione che seguire la sensibilità crescente delle persone per la povertà e la disuguaglianza nel mondo sia anche un nuovo modo di fare business. L’iniziativa etica di American Express incoraggia i consumatori a fare uno sforzo positivo nei confronti della lotta contro l’AIDS in Africa semplicemente usando la Red Card per ogni acquisto quotidiano. Con una spesa annua superiore a 5000 sterline, l’1% di questa somma viene trasferito a un Fondo Globale che gestisce progetti per l’aiuto di donne e bambini colpiti da AIDS in Africa. Oltre le 5000 sterline di spesa annue la quota cresce al 1,25%. La Red Campaign coinvolge differenti brand: la collezione Gap (RED) viene venduta in tutti i negozi Gap a partire dalla primavera del 2006 e il 50% dei profitti vengono donati al Fondo Globale. Il primo prodotto Gap (RED) è la maglietta icona di Gap. Il look vintage è fatto sia per uomini che per donne al prezzo di 14,50 sterline, è prodotto in Africa e viene venduto in rosso più alcuni altri colori di base. Una collezione di prodotti Gap (RED) più sviluppata verrà lanciata in UK e US nell’ autunno 2006.

Terkel in trouble di Kresten Vestbjerg Andersen Thorbjørn Christoffersen
Film campione d’incassi in Danimarca, Terkel in trouble è una commedia animata dai toni molto poco politically correct. Canzoni, pugni, omicidi e suicidi in un cartone animato estremo, divertente, psicotico, paranoico, delirante che è destinato a diventare un caso. Una commedia pazzesca che parla di un amore segreto, di un assassino psicopatico, di ragni e salamandre, di sbarre di ferro e di un’amicizia messa alla prova. Terkel frequenta la prima media, ma non ha una vita semplice. In famiglia il dialogo è difficile e lo Zio Stewart è un uomo con qualche problema d’alcool e di nervi: ha appena menato i due bulletti della classe, Sten e Saki. Nessuno può sapere cosa succederà a Terkel. Altro che il politicamente scorretto dei “Simpson” o di “South Park”: qui si va ben oltre, tra suicidi di adolescenti obesi, maltrattamento di minori, forchette negli occhi e parolacce a raffica. Ma è tutto poco credibile e a fin di risata, anche se il rischio censura c’è. In Danimarca il film è uscito col divieto ai minori di tredici anni, da noi ancora deve passare al vaglio della commissione. Non conosciamo la versione danese, ma in ogni caso quella italiana è esplosiva. Per rendere bene lo spirito dell’originale è stato infatti chiamato un quartetto d’eccezione, il meglio appunto del politically uncorrect all’italiana: Elio, Faso, Rocco Tanica e Cesareo del gruppo “Elio e le storie tese”, oltre che Claudio Bisio e Lella Costa. I quali, oltre che essersi divertiti un mondo, non si sono limitati a ricreare i toni dei dialoghi nello slang dei giovani bulli del nord, ma hanno anche riscritto e interpretato tutte le canzoni, da “Banane giganti” a “Arne è un superfigo”.

Salam, maman di Hamid Ziarati
Hamid Ziarati, nato a Teheran nel 1966. Dopo la rivoluzione khomeinista lascia il Paese e si rifugia in Italia. Salam, maman, suo romanzo d’esordio, ritrae la Teheran degli anni ’70 attraverso gli occhi di un bambino, Alì. L’incanto del suo universo innocente, fatto di meraviglia e di quotidianità, viene spezzato dalla Grande Storia: il regime dispotico di Reza Pahlavi prima, con la polizia segreta e il rogo di libri proibiti, e la Rivoluzione teocratica poi, custodita da ayatollah e pasdaran. “La storia inizia negli anni ‘70 e termina agli inizi degli ‘80, ma ho cercato di rendere l’azione come una cosa viva”.

Thank you for smoking di Jason Reitman
Se è vero che una risata ha il potere di seppellire, per i produttori di sigarette è venuto il momento di preoccuparsi. Perché l’America sta morendo di risate amare a causa del quasi cult-movie Thank you for smoking (Grazie per fumare), e forse in cambio smetterà di morire a causa del fumo. Il film è basato sull’omonimo romanzo di Christopher Buckley e racconta le gesta di uno squalo chiamato Nick Naylor. Nick, interpretato furbamente da Aaron Eckhart, si guadagna da vivere «parlando», cioè facendo il lobbista per le aziende produttrici di sigarette. Tanto per capire il tipo, ogni settimana pranza coi suoi amici Polly (Maria Bello), che di mestiere vende alcolici, e Bobby (David Koechner), che invece piazza armi. Ai tre compagnoni piace chiamarsi «MOD Squad», che sta per «Merchants of Death», ossia mercanti di morte. Competono sulle tragedie provocate dai loro prodotti (vince il fumo con circa 1.200 cadaveri al giorno), e soprattutto si sbellicano alle spalle dei liberal bacchettoni che tentano inutilmente di mettere la museruola ai vizi. Negli Usa, intanto, la gente fa la fila. Gli incassi totali di Thank you for smoking non sono paragonabili a quelli delle grandi produzioni tipo Inside Man, che con 28 milioni di dollari ha vinto la corsa al botteghino dello scorso weekend, perché è uscito solo in 54 sale contro le 2.818 del film di Spike Lee e Denzel Washington. Però la sua media per cinema, 18.591 dollari, batte tutti i primi 20 film nella classifica. Come mai tanto successo? Prima di tutto il regista Jason Reitman, anche se quasi all’esordio, non è un pivello. Suo padre Ivan aveva girato Stripe, Ghostbuster e Dave, e lui da ragazzino è cresciuto sul set. Poi l’argomento è così autentico che farebbe piangere, se il film non facesse ridere. Da anni il tabacco è sotto assedio negli Stati Uniti. Basti pensare che il 17 marzo, giorno di uscita di Thank you for smoking, nella cittadina californiana di Calabasas è entrato in vigore il divieto totale di accendere la sigaretta nei luoghi pubblici, anche all’aperto: chi fuma nel parco, per esempio, becca una multa da 500 dollari. Uno può abbandonarsi al vizio dentro alla propria auto, a patto di tenere i finestrini chiusi tipo camera a gas.

Mostre Landscapes e Postcards, Shanghai
Due piccole mostre in Shanghai, alla Eastlink Gallery e all’ Artsea Studio e Gallery, si trovano nello stessa area industriale, sottolineano l’importanza del paesaggio. Landscapes propone le opere di tre fotografi Australiani, Stephan Dupont, Murray Frederick e Olivia Martin-McGuire, che raccontano i panoramici paesaggi australiani e il rapporto tra corpo e natura. Nello spazio Artsea Studio and Gallery, Hu Jieming, un artista locale di arte multimediale, espone Postcards: minuscoli immagini di cinesi che si occupano di varie attività quotidiane e che coprono le grandi foto sullo sfondo: i luoghi più storici e scenografici in Cina.

An Inconvenient Truth di David Guggenheim
Povertà estrema, guerre insanabili, malattie violente: queste sono solo alcune delle minacce nelle quali viviamo oggi. Ma la più temibile è il cambiamento del clima: poiché non ha una sola causa, tutta la vita del pianeta rischia di esserne devastata, senza differenze geografiche, di classe, razza o credo. An Inconvenient Truth (Una scomoda verità) è la appassionante storia raccontata dall’ex-vice presidente Al Gore, che era già un sostenitore di questa causa dai tempi del liceo 30 anni fa e che ha oggi deciso di dedicare la sua vita a contrastare l’effetto serra. Girando il mondo, ha costruito una straordinaria documentazione visiva con l’obiettivo di screditare coloro che sostengono che si può discutere l’evidenza del cambiamento climatico. Il cuore del film realizzato da David Guggenheim è un’elegante lezione multimediale, nella quale Gore mette chiaramente in relazione l’emissione di CO2 con l’innalzamento della temperatura, già responsabile di cambiamenti drammatici come lo scioglimento dei ghiacci, siccità, innalzamento del livello dei mari. Insieme a questo coinvolgente appello pubblico c’è una immagine di Gore più intima e poetica, che esplora la lotta di Gore per comunicare questi obiettivi alla vigilia delle elezioni del 2000. Si tratta di cinema attivista nella sua forma migliore, poiché smitizza e rende popolare un problema largamente ignorato da tutti coloro che sono troppo spaventati dalle soluzioni. Con humour e intelligenza Gore sottolinea gli aspetti cruciali che devono essere affrontati per impedire il disastro incombente e prova che l’immobilismo non solo non è più un’opzione, ma è immorale.