Hits

Che Guevara: Rivoluzionario e Icona – Victoria and Albert Museum – Londra

Musèe du quai Branly – Parigi

Cars di John Lasseter

La festa della musica – 25a edizione – Parigi

Picasso: tradizione e avanguardia – Madrid


Hots

Flap Art – Toronto
Si chiama Flap Art ed è un fenomeno rivoluzionario nel mondo dell’editoria: una serie di sovracopertine per libri iper colorate, ironiche, divertenti, trasgressive, ma finte. Le sovracopertine Flap Art, con titoli come “Do it yourself liposuction” (Liposuzione fai da te) indicano manuali inesistenti ma che, se commercializzati, avrebbero sicuramente gran successo. Lo stesso successo che sta ottenendo Michelle Watters, giovane casalinga di Toronto inventrice del fenomeno, che produce le cover in casa e le vende via web su www.flapart.ca. Numerose le richieste, specie per titoli come “How to overcome Nymphomania” (Come vincere la ninfomania), divenuto un vero must.

Il libro pericoloso per i ragazzi – Regno Unito
Uno strano manuale è balzato in testa alla classifica di Amazon, la libreria in rete più grande del mondo, diventando inaspettatamente il primo best-seller dell’estate. Si chiama The dangerous book for boys (Il libro pericoloso per i ragazzi), titolo che in apparenza dovrebbe scoraggiare i genitori dal regalarlo ai loro figli. Invece va a ruba tra le mamme e soprattutto tra i papà, forse memori della propria infanzia. Gli autori, i fratelli Conn e Hal Iggulden, hanno infatti compiuto una classica “operazione nostalgia”, recuperando giochi, passatempi, interessi e passioni dei maschietti di un paio di generazioni fa, diciamo degli uomini adulti che oggi hanno tra i quaranta e i cinquant’anni, e sostenendo che bisogna tornare al passato per cercare di strappare i giovani dall’unica (o quasi) forma di intrattenimento che conoscono: la tivù, il computer, Internet, la Playstation e altri giochi elettronici. Ecco dunque che il libro racconta come si fa a costruire una “tree-house”, una casetta sugli alberi, insegna ad accendere un fuocherello, suggerisce sistemi per fabbricarsi da soli una fionda con cui andare a caccia di piccoli animali o fare il tiro al bersaglio in giardino e in cortile, e così via. Il “pericolo” a cui allude ironicamente il titolo sta nel fatto che, a fare giochi simili, si può cadere da un albero, ci si può bruciare, ci si può tagliare, insomma si possono combinare guai, a se stessi e al prossimo. Ma è ora, affermano gli autori, di “lasciare che i ragazzi siano ragazzi”, e non piccoli adulti ultraprotetti, ultraviziati, capricciosi e circondati di eccessive attenzioni.

Dieci Canoe di Rolf de Heer e Peter Djigirr
Dieci Canoe, il primo film australiano girato in lingua aborigena, racconta di Dayindi un giovane aborigeno che abita bella palude Arafura e desidera ardentemente la piu’ giovane delle mogli del costruttore di canoe Minygululu. Quest’ultimo, come insegnamento, gli narra una storia appartenente al passato mitico: la storia di un amore proibito, di un rapimento, di stregoneria, di una feroce uccisione e di una vendetta finita male. La narrazione mitica si alterna, con cadenza volutamente lenta e misteriosa, al piano temporale presente, nel quale gli uomini organizzano la caccia, cercano le uova e fanno ritorno alle capanne, rispecchiando perfettamente la dilatazione del tempo primordiale. Allo stesso modo si alternano il bianco e nero, o il seppia, delle azioni attuali, con il colore, che racconta invece il tempo antico. Presentato a Cannes 2006 e vincitore del Premio Speciale della Giuria nella sezione Un Certain Regard, il lungometraggio Ten Canoes (co-diretto dall’aborigeno Peter Djrgirr) è una sorta di parabola antropologica, un magico affresco di luoghi e tempi “altri”, girato presso la popolazione di Ramingining, paese di origine di David Gulpilil, il grande attore e danzatore aborigeno amico di De Heer e protagonista del film.

Super Normal – Tokyo
I designer Naoto Fukasawa e Jasper Morrison hanno deciso di raggruppare una collezione di prodotti godibili, facili da usare e da guardare, ma privi di espedienti stilistici. I pezzi da loro scelti spaziano da articoli privi di valore come la penna Bic, fino agli sgabelli dello stesso Fukasawa al futuristico sistema per ufficio Joyn dei fratelli francesi Ronan e Erwan Bouroullec per Vitra: ora qusti oggetti sono in mostra fino al 9 Luglio nella mostra Super Normal, presso la Axis Gallery di Tokyo. Il progetto Super Normal è il manifesto della filosofia di design che Morrison e Fukasawa hanno messo in atto lungo tutta la loro carriera.

Gay Chic: from subculture to mainstream
Il tema “Gay Chic” affronta un argomento sociale. Osserva il modo in cui stile ed estetiche partite dalla subcultura omosessuale stiano influenzando la nostra visione e i trend. Questo avviene per una serie di ragioni: per esempio, la società percepisce gay e lesbiche in modi diversi. Inoltre, lo stile omosessuale e quello eterosessuale si influenzano a vicenda e le persone si divertono a giocare con le immagini del maschile e del femminile. Questa mostra instaura un dialogo visivo che dimostra come il Gay Chic influenzi la pubblicità, la moda, i mass media, il cinema e la musica pop, ma anche il significato di figure storiche come il “dandy” o la donna “garçonne”, così come i modelli artistici.

Il colore di Miles Davis: quadri, disegni, video – Venezia
Il nuovo show ospitato dal teatro La Fenice di Venezia apre nuovi orizzonti ai fans di Miles Davis che non sapevano che la leggenda del jazz fosse anche un pittore provetto. La mostra è intitolata Il colore di Miles Davis: quadri, disegni, video ed è in programma fino al 31 luglio. Espone molti dei lavori del grande trombettista, che sono sparsi in diverse parti dello storico teatro. I quadri sono grandi, molto colorati, con una grande varietà di stili sia astratti che figurativi. Sono stati prodotti negli anni 80, durante un periodo nel quale Davis aveva usato il pennello come la sua principale forma di espressione artistica invece della tromba. Tutti i lavori sono intriganti e alcuni, come la sua interpretazione di New York di notte, colpiscono per la loro bellezza, dice Chiara Bertola, curatrice della mostra. “Davis non si è limitato a dipingere il suono del suo jazz, ha iniziato una nuova forma e cercato un suo stile originale, che ha sviluppato continuamente” aggiunge la Bertola. “La musica e il colore si sono contaminati a vicenda nella sua arte. I due linguaggi espressivi si sono avvicinati uno all’altro in un modo mai visto prima”. La mostra dà al visitatore una visione dell’anima di uno dei più importanti e innovativi musicisti del XX secolo, un uomo il cui lavoro è stato all’avanguardia di tutto lo sviluppo del jazz del dopoguerra. Una delle principali opere è un affascinante autoritratto. In esso I grandi occhi severi dell’artista emergono da un incrocio di cerchi colorati e colpiscono chi guarda. I lavori sono accompagnati da musica e video di Miles Davis in concerto.

Biennale Internazionale di fotografia – Brescia
A Brescia si tiene la Biennale Internazionale di fotografia, promossa dal Comune e organizzata dal museo Ken Damy con ben 33 mostre sparse presso spazi espositivi pubblici e privati della città. L’esposizione principale si tiene presso il Museo di Santa Giulia e propone un tentativo di storicizzare la fotografia la femminile. Interessanti anche le collettive presso il Castello “Contempor’art” tra le quali ci sono opere di Marina Abramovich e Beecroft, e una collezione privata presso il museo Ken Damy. Tre le personali, l’antologica della fotografa Francesca Woodman curata da Massimo Minini.

Pubblicità “live” nei teatri di Broadway – New York
Il primo spot pubblicitario dal vivo è andato in scena all’Orpheum Theater di New York. Prima dello spettacolo in cartellone, un gruppo di sei attori ha recitato una scenetta promozionale di tre minuti per convincere il pubblico a visitare Londra. L’iniziativa ha scatenato il pandemonio tra i critici teatrali. “E’ un giorno di lutto per gli appassionati di teatro” ha scritto il New York Times. La reazione del pubblico è stata più pacata: in una città dove gli abitanti sono inondati di pubblicità dal mattino alla sera, nessuno si scandalizza che gli inserzionisti prendano di mira anche un mondo giudicato sacro dai puristi.

Per amore o per denaro di Arlie Russel Hochschild
“Di qualsiasi problema mi occupi”, dichiara l’autrice di questo volume, “mi sforzo di guardare da vicino alle emozioni delle persone”. Una regola del mestiere capace di produrre inaspettate illuminazioni sui conflitti tra cultura di mercato ed esperienza intima. Lo scenario della vita quotidiana, in particolare della sfera domestica, al centro di queste pagine può dispensare inesauribili novità. In esso vengono calati temi di portata generale quali la famiglia, il lavoro, il genere, il capitalismo, la globalizzazione, per osservare come l’espressività emotiva, l’attenzione per l’altro e gli atteggiamenti di cura siano messi alla prova in una cultura sempre più improntata alla promozione ‘commerciale’ di se stessi e alla quantificazione strumentale di ogni sentimento umano.

The Music garden – Toronto
L’ acclamato violoncellista Yo-Yo Ma ha collaborato alcuni anni fa con alcuni artisti per produrre una serie TV intitolata Inspired by Bach (ispirato da Bach). Per il primo filmato delle serie, The Music Garden (il giardino musicale) Ma ha collaborato con il designer paesaggista Julie Moir Messervy per interpretare il rapporto tra la prima suite di Bach per solo violoncello e la natura. Il risultato di questo progetto è il giardino musicale sul lungomare di Toronto. Il design paesaggistico mette in relazione ogni movimento della suite musicale e le varie sezioni nel giardino. Performance di musica e danza, insieme a visite guidate dedicate all’ esplorazione del paesaggio pittoresco, sono in programma per l’edizione 2006.