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Michelle Bachelet Presidente – Cile

Il maglione del Presidente Evo Morales – Bolivia

Ellen Johnson Sirelaf – Liberia

Una donna dopo Bush? – USA

Il Premier partecipa ad un reality show – Tailandia


Hots

Osama Bin Laden consiglia un libro anti-Bush che diventa bestseller
Finché Bin Laden non gli ha fatto la «recensione del secolo», i libri di William Blum, uno storico di 72 anni, sono rimasti tra le tante voci ignorate della sinistra americana. Ma da quando il leader di Al Qaeda in un messaggio audio ha caldeggiato la lettura di uno di essi, Stato canaglia: guida all’unica superpotenza mondiale, i libri di William Blum figurano nella classifica dei bestseller. Stato canaglia, un’aspra denuncia della politica estera Usa, è salito dal 200millesimo al ventiseiesimo posto nel sito Amazon.com, e continua la scalata. «Meglio che essere recensiti da Oprah Winfrey», commenta Blum. Oprah è la regina della tv, basta che citi un libro perché divenga un bestseller. Ma per Blum, uno storico controcorrente, vale di più la citazione di Bin Laden: potrebbe indurre George Bush, rileva ironicamente, a leggere anche lui Stato canaglia.

Metamorfosis – La Fura dels Baus, Spagna
Il gruppo catalano La Fura dels Baus, noto per i suoi spettacoli dissacratori e trasgressivi presenta la sua ultima produzione, Metamorfosis, dal celebre racconto di Kafka, che ha debuttato all’Auditorium di Palma di Maiorca alla metà di gennaio e da marzo verrà presentato in Italia (Milano e Roma). Con questo spettacolo il gruppo torna ad una dimensione teatrale più tradizionale che rappresenta una decisa inversione di tendenza. Impegnata in un continuo processo evolutivo, La Fura dels Baus ha sorpreso costantemente pubblico e critica fin dalla sua creazione nel 1979, proponendo spettacoli inimitabili, caratterizzati dall’utilizzo di molteplici artifici e risorse tecniche: musica, immagini, macchine, forza fisica, movimento, materiali naturali e industriali, applicazione di nuove tecnologie. Pur senza rinunciare alla contaminazione con il digitale, dopo un lungo La Fura dels Baus ha deciso con Metamorfosis di intraprendere il cammino inverso che va dalla tecnologia alla parola, nella ferma convinzione che oggi la parola abbia maggiori possibilità comunicative come grande vettore di mille emozioni ed immagini. E La Metamorfosi di Kafka diventa il punto di partenza per analizzare le ansie dell’uomo del XXI secolo e la nostra paura della solitudine.

Smarrita maxi scultura di Richard Serra, Madrid
Richard Serra è uno scultore americano che crea delle sculture minimaliste di grande scala in metallo, calcestruzzo, vetroresina ed altri materiali, pensati soprattutto per esterni. Le sue opere fanno parte di molte collezioni di musei importanti. Il museo Reina Sofia di Madrid ha annunciato di aver smarrito la scultura di 38 tonnellate d’acciaio commissionata all’ artista e acquistata verso la fine degli anni ‘80 per una cifra di 220.000 dollari.
Il museo, uno degli più popolari della città, ha messo in mostra il lavoro per alcuni anni. Dal 1990 la scultura è stata posta in magazzino da un’azienda che specializzata nella conservazione di opere d’arte in grande scala. La perdita dell’enorme scultura è stata scoperta quando Ana Martinez de Aguilar, direttrice del museo, ha deciso alcuni mesi fa di esporre nuovamente la scultura al pubblico.

Beat Museum, San Francisco
Aperto a San Francisco il museo dedicato alla letteratura beat, movimento nato cinquant’ani fa proprio nei dintorni di San Francisco. Il Beat Museum, in Grant Avenue, raccoglie manoscritti e lettere dei più grandi nomi di questa vera e propria rivoluzione culturale. Tra gli altri documenti è esposta una rara copia del poema di Ginsberg Howl, la cui lettura pubblica da parte dell’autore alla Six Gallery (non lontano da Grant Avenue) nel 1955 diede vita al movimento Beat. La cerimonia di apertura era dedicata a Carolyn Cassady, vedova di Neal Cassady, i cui viaggi con Kerouac ispirarono il suo On the Road, il romanzo che ha reso celebre il Beat.

Alphabet Concept di Vanessa Beecroft, Parigi
Alphabet Concept, una mostra dell’artista italo-americana Vanessa Beecroft, ha inaugurato questo mese Espace, un’area completamente dedicata all’arte e alla cultura contemporanee all’interno del nuovo store di Louis Vuitton, recentemente aperto a Parigi. Tra performance e documento, la mostra mette in scena foto e video con corpi di donne nude che compongono le lettere dell’alfabeto. Fra le opere esposte l’artista presenta la suggestiva combinazione delle iniziali di Louis Vuitton, nella rappresentazione stilistica e concettuale di silhouettes bianche e nere. L’Espace Louis Vuitton è una galleria di 400 mq di superficie espositiva che si apre, sotto una cupola, al settimo e ultimo piano della boutique, ed è raggiungibile attraverso un’altra opera d’arte: l’ascensore progettato da Olafur Eliasson.

Balkan Epic di Marina Abramovic, Milano
La stagione espositiva dell’Hangar Bicocca di Milano si è aperta con Balkan Epic, la nuova mostra di Marina Abramovic’, ideata e organizzata da per uno spazio considerato tra le più forti attrattive cittadine per l’arte contemporanea, curata da Adelina von Fürstenberg. Per tre mesi, sino al 23 aprile, in uno spettacolare allestimento con una serie di tecnologici maxischermi disseminati nelle navate dell’ex capannone industriale di Viale Sarca, saranno esposte sei opere realizzate dall’artista jugoslava, considerata dalla critica internazionale tra i nomi più autorevoli della nostra epoca: il nuovo lavoro Balkan Erotic Epic e altre cinque video installazioni, create tra il 2001 e il 2003.

Figlio dell’uomo di Mark Dornford-May
Presentato come il primo film al mondo con un Gesù di colore, il film Figlio dell’uomo del regista Mark Dornford-May ritrae Cristo come un rivoluzionario africano moderno e mira a frantumarne l’immagine occidentale di placidità, con bei capelli e occhi blu. La pellicola sudafricana, presentata al Sundance Festival, trasporta la vita e la morte di Cristo dalla Palestina del primo secolo a.c. ad uno Stato africano contemporaneo tormentato dalla guerra e dalla povertà. Le autorità che temono fortemente il suo messaggio di uguaglianza lo affrontano ad armi spianate.

Hostel di Eli Roth
Il giovane regista Eli Roth ha presentato alla stampa americana il suo secondo lavoro: Hostel, ultraviolenta pellicola gore, insieme ad un entusiasta Quentin Tarantino, qui in veste di produttore esecutivo nonché di grande sostenitore del progetto prossimamente in arrivo anche sui nostri schermi. La camicia lorda di sangue indossata da Quentin alla premiere a Los Angeles e il compagno (un attore su una sedia a rotelle martoriato dalle torture) sono già un biglietto da visita sufficiente per introdurci nel mood che il film intende creare. Hostel racconta di due giovani e avventurosi studenti di un college americano che visitano l’Europa, zaino in spalla, in compagnia di Oli, un islandese conosciuto lungo il cammino. Meta del viaggio una fantomatica città della Slovacchia che promette di essere un paradiso sessuale per i giovani viaggiatori, ma l’ostello in cui i tre alloggiano si rivelerà invece una camera delle torture dove, a pagamento, si consumano le più atroci efferatezze sugli esseri umani. Nel presentare il film al pubblico Tarantino ha spiegato il potere catartico della violenza nell’arte per esorcizzare il male del mondo. Roth, più modestamente, dichiara il suo debito artistico agli horror giapponesi, notoriamente molto più violenti rispetto alla cinematografia occidentale, ed in particolare al maestro del genere Takashi Miike, che sorprendentemente ha accettato di comparire in un breve cameo, contribuendo ad elevare l’area di cult-movie che Hostel ambisce ad ottenere.

Mostra Tokyo-Berlin/Berlin-Tokyo, Tokyo
La mostra Tokyo-Berlin/Berlin-Tokyo (Mori Art Museum, 28/1-7/5/2006) esplora i legami e il rapporto culturale tra le due capitali mondiali, dalla fine dell’800 ad oggi.
Passate attraverso le due guerre mondiali, un terremoto devastante, la rapida crescita economica, ideologie fallite e recessioni economiche, entrambe le città hanno sperimentato un simile periodo di rovina e rinascita. Il contatto culturale fra le due città non si è limitato all’arte, ma ha compreso altre forme di scambio in campi quali architettura, fotografia, teatro e design. La mostra riflette le diverse interazioni e traccia la loro storia attraverso la presentazione di 500 opere, divise in 11 sezioni. La prima metà della mostra presenta le influenze della comunità artistica di Tokyo e fa luce la relazione tra Bauhaus e l’architettura e design giapponesi; la seconda mette a fuoco le relazioni parallele tra le due città e i loro movimenti artistici.

Spot Choir per Honda, UK
Andando oltre il concetto tradizionale di “sound effects”, l’agenzia pubblicitaria londinese Wieden+Kennedy ha creato uno spot di 2 minuti per Honda UK, usando un coro per ricreare i suoni prodotti da una Civic. Lo spot è realizzato senza usare tecniche digitali. Ci sono voluti 5 mesi e 606 ciak per ottenere questo risultato. La versione intera è stata trasmessa per la prima volta il 13 gennaio nel Regno Unito. Un microsito apposito è stato creato per lo spot, dove i visitatori possono vedere la macchina in dettaglio e prenotare un test drive. Sono inoltre disponibili lo spot da 120 secondi e il “dietro le quinte”, entrambi in versione videocast, da scaricare e guardare sul computer o sul video iPod.