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L’outsider Clegg vince a sorpresa il primo dibattito in TV – Regno Unito

La Biblioteca del Congresso acquisisce l’archivio di Twitter – USA

ProPublica vince il Premio Pulitzer per il giornalismo investigativo – USA

Lucèste di Toshiba – Fuori Salone – Milano

Voli nel caos per l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull


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111 Navy Chair di Coca-Cola ed Emeco – USA
The Coca-Cola Company ed Emeco, azienda leader del design, hanno unito i loro prodotti-icona, la celebre Navy Chair e la bottiglia più conosciuta al mondo, per creare un’innovativa sedia composta da 111 bottiglie di plastica riciclata, presentata in occasione del Salone del mobile di Milano. Realizzata sul modello della celebre seduta in alluminio Emeco Navy Chair, progettata nel 1944 per la Marina USA, ognuna delle 111 Navy Chair è composta per il 60% di PET e da una speciale combinazione di altri elementi quali pigmenti e fibra di vetro per garantire resistenza e forza al materiale. Si stima che saranno riciclate più di tre milioni di bottiglie di plastica per la produzione delle 111 Navy Chair.

RGB. Le Metamorfosi di Carnovsky per Jannelli e Volpi – Milano
Il duo di designer Carnovsky ha disegnato una nuova collezione di carte da parati chiamata “RGB. Le Metamorfosi” per Jannelli e Volpi, presentata a Milano durante il Fuori Salone 2010. Le carte da parati RGB mutano e interagiscono con degli stimoli cromatici. Ogni disegno è ottenuto dalla sovrapposizione di tre immagini, il risultato è onirico ed estraniante. Attraverso un filtro colorato (una luce o un materiale trasparente nei colori rosso, verde e blu) emerge con chiarezza uno solo dei tre livelli in cui è scomposta l’immagine. Il tema della collezione è quello delle metamorfosi: un incessante mutamento di forme a partire da un caos primigenio in quella che si può definire come una sorta di esplorazione della “profondità della superficie”.

L’Artisan Electronique di Unfold & Tim Knapen – Milano
L’Artisan Electronique, progetto proposto durante il Salone del Mobile dallo studio di design belga Unfold in collaborazione con Tim Knapen, è composto da un tornio da vasaio virtuale abbinato ad una stampante 3D Questo tornio ha dato ai visitatori la possibilità di ‘creare’ le proprie forme. Con L’Artisan Electronique, la lavorazione dei vasi in ceramica, una delle più antiche tecniche artigianali per la fabbricazione di oggetti, si combina con le nuove tecniche digitali. Il tornio virtuale utilizza uno scanner 3D ed un apposito software per generare le forme. Il progetto, tuttavia, richiama ancora chiaramente al processo artigianale di lavorazione della creta. Anche il processo di “stampa” imita la tecnica tradizionale usata dai ceramisti: la forma si realizza tramite l’accatastamento di spire di argilla.

Tactile Mind di Lisa J. Murphy – Canada
L’ artista canadese Lisa J. Murphy ha realizzato una pubblicazione porno per ciechi, con immagini erotiche realizzate a mano e testi in Braille raccolte in una sorta di libro pensato per chi non vede. La stessa autrice ammette: “Non ci sono libri di immagini tattili di nudi per gli adulti, almeno non c’erano l’ultima volta che ho guardato in giro. Mi è venuto così in mente di realizzare quest’opera, interamente realizzata a mano, ogni libro è un pezzo unico’” Il libro si intitola Tactile Mind, ed il prezzo è di 225 dollari canadesi per pagina (circa 180 euro). Ogni pagina dell’opera (che ne comprende 17) è ordinabile singolarmente sul sito Tactile Mind the book al prezzo di 25 dollari canadesi (circa 18 euro).

Event Horizon di Antony Gormley – New York
Il lavoro di Antony Gormley’s Event Horizon è ora in mostra al Flatiron District di Manhattan e sta ottenendo molta attenzione sia in patria che all’estero per le 31 statue a grandezza naturale che popoleranno i dintorni e i tetti dello storico Madison Square Park fino al 15 agosto. I corpi di uomini nudi in ferro e vetroresina, collocati in posti che nessuno si aspetta, hanno sorpreso i passanti e spaventato gli abitanti, molti dei quali hanno chiamato 911 perché credevano che le statue fossero persone reali sul punto di gettarsi dagli edifici. L’artista ha detto che il suo scopo era di spingere il pubblico a riflettere sul luogo dell’uomo nel mondo, mettendo le sculture in posti strani. “Questa è una copia del mio corpo. Ma il suo peso specifico è 10 volte maggiore, ed è solidamente piantata” ha detto Gormley.

Spot Language of God – United Church of Christ – USA
Language of God è il titolo dell’ultimo spot della United Church of Christ: lanciato il 16 Aprile su YouTube, sta ottenendo un grande successo di contatti. La UCC, chiesa protestante nordamericana che si autodefinisce “comunità cristiana accogliente e orientata alla giustizia” e ha come motto la frase “God is still speaking,” ha deciso di utilizzare il viral marketing per diffondere il proprio messaggio. Questo spot, il cui slogan finale è “Non mettere mai un punto fermo laddove Dio ha messo una virgola”, parla della rilevanza di Dio nella vita di oggi, attraverso le persone e le relazioni che quotidianamente animano le loro vite, comprese quelle di soggetti spesso discriminati, come gli omosessuali.

The Dwelling Lab – Salone del Mobile 2010 – Milano
Una delle proposte più interessanti del Salone del Mobile 2010, sia visivamente sia concettualmente, è nata dalla collaborazione di Flos, BMW e Kvadrat. Le tre aziende hanno chiesto a Patricia Urquiola e Giulio Rodolfo di creare un’installazione in grado di reinterpretare radicalmente una BMW Serie 5 Gran Turismo. Il risultato è stata una scultura rappresentante un’auto espansa, realizzata con materiali atipici e decine di oggetti inaspettati. Le superfici “esplose” sono state infatti ricoperte con tutti quegli oggetti che possiamo ritrovare nelle nostra auto dopo un lungo viaggio. Ogni sezione è collegata con elementi gialli, che fungono da elementi di avvertimento: infatti, il desiderio dei due designer era di dare la sensazione di un vero e proprio cantiere.

Mostra Return of Landscape di Alex S. MacLean – Akademie der Künste – Berlino
Il tema dello sviluppo urbano è un tema di grande interesse per molti settori, un argomento che mette in campo sensibilità estetiche e creative e insieme approccio alla sostenibilità e alla funzionalità. A questi argomenti è dedicata la mostra Return of Landscape, organizzata dalla Akademie der Künste di Berlino e aperta al pubblico fino a fine maggio. L’evento interdisciplinare ha come “cuore” il paragone tra due delle più artificiali città del mondo: Las Vegas e Venezia, molto diverse per storia e tradizione, ma alle prese con gli stessi problemi di natura ambientale e urbanistica. L’analisi delle due realtà urbane è accompagnata da esempi di architettura contemporanea e pianificazione del territorio ecologicamente efficienti e ad alta sostenibilità.

Sexuality and Transcendence – Pinchuck Art Centre – Kiev
Sexuality and Transcendence è il titolo e il tema portante della mostra al Pinchuck Art Centre di Kiev, che coinvolge artisti di calibro internazionale su un fenomeno che ha forti connessioni con l’arte e la vita contemporanea (da stimoli filosofici ad oggetti del quotidiano fino a situazioni più ambigue). Sulla complessa relazione fra sessualità e trascendenza, esplorandone i legami e i possibili significati, troviamo le interpretazioni creative, fra gli altri, di Matthew Barney, Louise Bourgeois, Elmgreen and Dragset, Jan Fabre, Jenny Holzer, Anish Kapoor, Jeff Koons, Sarah Lucas, Paul McCarthy, Annette Messager, Boris Mikhailov, Takashi Murakami, Richard Prince, Cindy Sherman, Hiroshi Sugimoto.

Quali cose siamo – Triennale Design Museum – Milano
Dal 27 marzo 2010 al 27 febbraio 2011 il Triennale Design Museum presenta il nuovo percorso che ha come filo conduttore le storie nascoste negli oggetti del design italiano dal titolo Quali cose siamo. “Ogni oggetto è un filo – dice Rampello, Presidente della Triennale di Milano – e tutti insieme costituiscono la trama e l’ordito di un velo che nasconde i rapporti sociali. Gli oggetti parlano, dicono molto di noi, di chi siamo e di cosa vorremmo essere. Eppure conducono un’esistenza autonoma. Come nelle fiabe, quando si spegne la luce e il mondo delle cose prende vita”. Il curatore, il designer Alessandro Mendini afferma: “Si potrebbe definire questo un museo a flipper. Il gioco di una pallina che rimbalza da un oggetto a un altro che la spinge verso un altro per 500 volte, fino a entrare in buca in cui ogni visitatore gioca il suo personale gioco di attenzione”.