Hits

The Interpreter di Sydney Pollack

Benedetto XVI – Roma

Steve McQueen – Fondazione Prada – Milano

Doubt di John Patrick Shanley, Premio Pulitzer 2005

Manifestazioni antinipponiche in Cina


Hots

Promisedesign, Milano
La Triennale di Milano, in occasione del Salone del mobile 2005, ha presentato la mostra promisedesign. Una collettiva di designers israeliani, per la prima volta nella capitale italiana del design. Il carattere delle opere esibite rispecchia un design sperimentale che indaga sui materiali e sullo stile di vita contemporaneo in continua evoluzione. Promisedesign ha sviluppato in particolare i seguenti temi: Shulhan Aruh (la tavola imbandita) ovvero il tema della ceramica; Golem, ovvero oggetti interattivi o che simulano il comportamento umano; Wunderkind (bambino prodigio), design per l’infanzia; Artigianato post industriale e infine Mobili di luce. La mostra cerca di rivelare o almeno di svelare in parte quello che è il segreto più nascosto del design internazionale, ma anche di puntare i riflettori su quella che è ancora soltanto una “promessa”, che dovrebbe essere mantenuta dai designers ma anche dai produttori e dalle istituzioni.

Salon des Refuses, Milano
Dal 13 al 23 aprile 2005 Consolo produzioni & consulenza e Connexine presentano un progetto di Maria Cristina Didero e Roberto Paoli: il Salon des Refuses, all’Hangar Bicocca di Milano. Il Salon des Refuses è uno spazio libero per i grandi protagonisti d’avanguardia del disegno industriale: la mostra raccoglie i disegni, i progetti, le visioni delle menti creative più interessanti del panorama del design di oggi ancora rifiutati dalle aziende e mai entrati in produzione. Dallo spremiagrumi a due teste di Denis Santachiara alle automobili futuribili di Marc Newson, dalla bicicletta di plastica di Jasper Morrison alla casa reticolare di Matali Crasset. Perfino ai grandi nomi del design internazionale vengono talvolta rifiutati alcuni progetti: fuori dalle logiche schiaccianti del mercato, il Salon des Refuses è un panorama in divenire della casa e dell’ufficio del futuro, una macchina del tempo che ci porta nel mondo di domani.

Nine Inch Nails e GarageBand
Per il lancio del loro ultimo album With Teeth, il gruppo american dei Nine Inch Nails ha realizzato un singolo in versione di file GarageBand. GarageBand è un programma di Apple che consente facilmente di effettuare remix e registrazioni domestiche. Trent Reznor, leader del rguppo, ha dichiarato: “Quello che ho messo a disposizione è la sessione audio multi traccia originale del brano The hand that feeds in formato GarageBand. L’ho semplicemente importata e convertita per rendere il formato più leggero e flessibile”. Il file si può scaricare gratuitamente sul sito del gruppo.

Russell Simmons Presents: Yoga Live
Russel Simmons è un appassionato praticante di yoga, imprenditore, filantropo e ha un importante ruolo politico. E’ noto per aver co-fondato la Def Jam Records, etichetta che ha lanciato i Run-DMC, i Public Enemy e i Beastie Boys, contribuendo a far passare l’hip-hop dai ghetti americani ai centri commerciali. Simmons ha appena lanciato una serie di home video e DVD di yoga a tempo di hip-hop intitolati Russell Simmons Presents Yoga Live. La serie include 4 video con musiche originale e istruzioni per gli esercizi, ma soprattutto i proventi andranno a favore della Rush Philanthropic Arts Foundation.

Through the Looking Glass, Johannesburg
Il titolo della mostra, che si svolge alla Standard Bank Gallery di Johannesburg, allude alle avventure di Alice nel famoso libro di Lewis Carroll. Through the looking glass esamina le rappresentazioni dell’io attraverso i lavori delle donne/artiste sudafricane ed esplora in tanti modi intriganti in che modo i vari media esprimono la relazione tra queste donne e la loro comunità. La curatrice della mostra Brenda Schmahmann, fa notare nel libro dedicato alle opere, che le artiste sudafricane “hanno prodotto rappresentazioni dell’io non guardandosi fisse allo specchio ma muovendosi e lavorando attraverso le idee associate all’uso dello specchio, sia come tema sia come un genere di autoritratto”.

Carlos Garaicoa – MOCA Pacific Design Center, Los Angeles
Il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, negli spazi del Pacific Design Center, presenta una nuova mostra dell’artista cubano Carlos Garaicoa. Nel suo lavoro Garaicoa usa modelli di architettura, rendering, disegni, video e fotografia per articolare il racconto plastico e visivo, evidenziando le contraddizioni delle politiche sociali e di architettura a Cuba. L’artista, che considera l’Havana come il suo laboratorio, è attualmente riconosciuto internazionalmente per un lavoro che incrocia idee sociologiche e archeologia, architettura e arte, trasformando città e spazi urbani in riflessioni sofisticate sulle differenze fra simbolo e realtà. La mostra di Los Angeles presenta 13 nuovi lavori, fra i quali un’installazione di 76 lampade di carta di riso, che proiettano l’immagine di una città fluttuante e futuristica.

Campagna Fiat “Metteteci alla prova”, Italia
Compriamo le auto degli altri? E allora ecco il ‘merci’ dei francesi, il ‘danke’ dei tedeschi o ‘l’arigatò’ dei giapponesi. La provocatoria campagna pubblicitaria Fiat (online nella sezione commercials di Film Master) ha suscitato un vivace dibattito, in rete e nei media, per avere puntato sul senso di colpa degli italiani nella scelta dell’auto. La Fiat cerca il confronto diretto con la concorrenza. L’obiettivo è modificare un comportamento, mettendo in gioco l’italianità. Spiega Simone Migliarino, responsabile della Comunicazione Fiat: “la campagna manda un messaggio semplice e chiaro: credere in quello che facciamo, metterci alla prova”.

Giappone : l’Arte del mutamento, Palazzo Ducale – Genova
Genova, ex capitale europea della cultura, mantiene il ruolo attivo di città propositiva a livello internazionale, con una serie di eventi culturali dedicati al Giappone. Il cuore del progetto è costitutito da quattro mostre allestite a Palazzo Ducale in cui si affronta la cultura nipponica sotto molteplici aspetti. Pensando al passato con la mostra sulle Stampe e dipinti Ukiyoe 1660-1860, e sui Tessuti e costumi fra Settecento e Novecento della collezione Montgomery e la mostra fotografica Hiroshima-Nagasaki: Fotografia della memoria. Proiettandola sul presente attraverso i Manifesti d’Artista 1955-2005.

Expo 2005 Aichi, Giappone
Terminerà a settembre 2005 l’esposizione universale in Giappone. L’evento, Expo 2005 Aichi Japan, è localizzato tra le città di Seto, di Nagakute e di Toyota, all’interno di un’area verde di 173 ettari. Il tema dell’evento riguarda la Saggezza della Natura e non è un tema scelto a caso. All’interno dei maestosi padiglioni i visitatori potranno interagire con il mondo della natura, comprenderne i segreti e i tesori e analizzare il ruolo dell’uomo con l’ambiente. La Prefettura di Aichi si trova quasi al centro dell’arcipelago giapponese ed è una zona dove si fondono insieme il Giappone moderno e quello antico: Fiore all’occhiello rimane, comunque, la produzione di automobili, settore in cui la Toyota mantiene un ruolo leader, non solo in Giappone, ma nel mondo intero. Oltre a questo, l’attenzione verso le più moderne tecnologie, tra cui l’industria aerospaziale, ha traghettato Aichi direttamente nel futuro. Il sito dell’Expo è stato costruito con l’intenzione di diminuire al minimo l’impatto con l’ambiente, esprimendo al meglio il tema dell’Esposizione.

3’ – Centro Galego de Arte Contemporánea, Santiago di Compostela
Il Centro Galego de Arte Contemporánea di Santiago di Compostela, in Galizia, propone la visione di dieci lavori di artisti internazionali della video-arte, creati appositamente per durare tre minuti ognuno e per raccontare una “storia condensata”. Questi cortometraggi presentano nuove prospettive sulla sintesi dei contenuti e sui modelli percettivi attraverso il montaggio, la frammentazione, la poetica e la capacità di emozionare lo spettatore. L’unione in un unico loop di questi dieci corti ha dato vita alla proiezione di una “mostra” condensata di trenta minuti. Gli spot, i video, i minifilm ed i lavori astratti di autori come Doug Aitken, Anri Sala e Yang Fudong rappresentano lo sviluppo della visual art verso il cortometraggio quale genere più adatto a riflettere l’attuale perdita di attenzione e di capacità di concetrazione della società di oggi.